Da quando il Presidente Obama ha firmato il Patient Protection Act (n.d.t. “Decreto per la Protezione dei Pazienti” varato dal governo federale statunitense per proteggere i diritti di pazienti e ammalati) nel mese di marzo 2010, l’aspro dibattito su questa legge radicale è proseguito. Molti sono preoccupati sia da un punto di vista morale che fiscale degli sforzi di riforma sanitaria dell’amministrazione Obama. Ora con i repubblicani che programmano le votazioni per abrogare l’Obamacare (n.d.t. riforma sanitaria dell’Amministrazione Obama) nei prossimi giorni, il dibattito si è acceso ancora una volta.
Le minacce che si percepiscono a proposito della sacralità della vita umana sono state oggetto di obbiezioni morali alla nuova legge. Nonostante un ordine esecutivo del mese di marzo 2010 di elaborare il Patient Protection Act “che consiste in restrizioni di vecchia data sull’uso dei fondi federali per l’aborto,” molti sostenitori del diritto alla vita temono che un ordine giuridico potrebbe rovesciare l’emendamento Hyde, in vigore da tempo che stabilisce delle restrizioni sull’uso delle tasse del governo federale a sostegno dell’aborto. L’incombente insolvenza delle cure dispensate dal sistema sanitario e l’istituzione di un “consiglio consultivo indipendente previsto dal Patient Protection Act per gestire i finanziamenti”, che prendono in considerazione l’efficienza delle cure e i costi, suggeriscono delle future restrizioni burocratiche per la cura medica degli anziani e dei disabili.
Le obbiezioni da un punto di vista fiscale sono severe. Prima delle elezioni presidenziali del 2008, Barack Obama ha dato voce alle preoccupazioni dei 32 milioni di americani senza assicurazione sanitaria, dei 15 milioni di immigrati e di tutti gli altri, non inclusi nell’equazione, che hanno ancora la necessità di cure nei pronto soccorso degli Stati Uniti. Il Patient Protection Act dà maggiori possibilità di usufruire del programma di assistenza sanitario, tuttavia il bilancio dello stato è prostrato poiché le attuali esigenze mediche sono finanziate in modo inadeguato. Inoltre i medici si battono per permettere l’accesso alle cure mediche ai pazienti che usufruiscono del programma di assistenza sanitario anche quando i costi di gestione delle cure sono coperti in modo inadeguato.
Chi dovrebbe pagare?
La sensazione tra i consumatori della responsabilità per la sanità delegata a terzi, incluso il pagamento per l’utilizzo delle risorse destinate alle cure mediche, è il fattore principale dell’aumento insostenibile della spesa per la sanità negli Stati Uniti. Inoltre il Patient Protection Act permette di delegare ancora di più l’autorità a terzi e mina l’autonomia del rapporto medico-paziente, accrescendo la responsabilità del governo e del datore di lavoro in materia di sanità. I pazienti e i medici affronteranno l’aumento del coinvolgimento di terzi nel processo decisionale negli studi medici e negli ospedali.
Bisogna fare chiarezza su una cosa: la riforma sanitaria negli Stati Uniti è assolutamente necessaria. Lo tsunami demografico dei bambini nati nel periodo del baby boom, che ora sono invecchiati, i progressi della tecnologia medica sempre più costosa, la prevista insolvenza dei fondi del programma di assistenza sanitario, e milioni di persone negli Stati Uniti con un accesso limitato alle cure mediche testimoniano questa necessità. Tuttavia, il Patient Protection Act e l’Affordable Care Act, e l’Health Care and Education Reconciliation Act, del 2010, minacciano la dignità umana e non si occupano in modo adeguato di questi problemi. Il Patient Protection Act non protegge sufficientemente i pazienti, né sostiene l’accesso alle cure mediche.
La Dottrina Sociale della Chiesa può essere molto utile per valutare la riforma della sanità e per applicare dei principi universali per tutte le persone di buona volontà preoccupate per il bene comune. Rispettando i seguenti principi della dottrina sociale della Chiesa possiamo aiutare questo Paese a raggiungere quel consenso di cui abbiamo tanto bisogno per ottenere la riforma sanitaria così tanto necessaria.
Dignità Umana: Il primo principio della dottrina sociale della Chiesa – il rispetto della dignità della persona umana – è assolutamente fondamentale per la riforma della sanità. Altrimenti tale riforma non ha senso; a che serve? Questo principio si deve applicare ad entrambi i lati dello stetoscopio, nel rispetto sia degli operatori che dei pazienti. Gli operatori devono essere liberi di seguire le loro coscienze nel prescrivere e nel prestare le cure. Inoltre, la dignità della comunità in generale deve essere rispettata; gli assicurati e i contribuenti non devono essere complici di procedure o cure che violano la dignità umana.
Bene Comune: Il Catechismo della Chiesa Cattolica definisce il bene comune come “l'insieme di quelle condizioni della vita sociale che permettono ai gruppi, come ai singoli membri, di raggiungere la propria perfezione più pienamente e più speditamente”. Questo principio ci spinge a fare delle considerazioni su quanto le risorse sanitarie insufficienti devono essere ripartite nella società. Su questo insegnamento il teologo moralista Padre Thomas Williams fa un’osservazione interessante nel suo libro Who Is My Neighbor? Egli fa una distinzione tra diritti morali e diritti civili. Essi si differiscono in quanto sono diverse le loro pretese dal governo. Potremmo essere d’accordo a proposto di un dovere morale di rendere il sistema sanitario accessibile a tutti i cittadini e lavorare per raggiungere tale obiettivo, affrontando la presunzione che il nostro governo dovrebbe assumersi maggiori responsabilità per l’assistenza sanitaria (un dovere civile). Un giusto bilancio tra ripartizione delle risorse mediche basato sul mercato o sul controllo del governo resta un argomento da discutere con prudenza. Secondo la dottrina sociale della Chiesa, “un mercato veramente competitivo è uno strumento efficace per ottenere importanti obbiettivi di giustizia.” D’altra parte, il Papa Giovanni Paolo II ha scritto nella sua lettera enciclica del 1991 Centesimus annus, “Regolare l’economia solo in base ad una pianificazione centralizzata corrompe le basi delle relazioni sociali; regolarla solo in base alla legge del mercato porta al fallimento della giustizia sociale, poiché ci sono molti bisogni umani che non possono essere soddisfatti dal mercato.”
Sussidiarietà: Un altro principio fondamentale della dottrina sociale della Chiesa – la sussidiarietà –sottolinea che chi è “più vicino a coloro che sono nel bisogno” se ne occupa. Questo principio sostiene per la riforma del sistema sanitario soluzioni che rafforzano la responsabilità a livello individuale e delle famiglie per le decisioni legate alla sanità. La relazione medico-paziente dovrebbe essere rafforzata e protetta piuttosto che minacciata da freddi schemi burocratici. A livello locale o comunitario, dovrebbero avere la priorità quelle iniziative che rafforzano il ruolo dei datori di lavoro più distanti e del governo.
Solidarietà: Un principio chiave, spesso citato nei dibattiti in materia di sanità, la solidarietà ci obbliga ad avere “una preferenza per i poveri e gli indifesi” quando ci confrontiamo con problemi socio-economici. La solidarietà ci obbliga a compiere il nostro dovere nei confronti dei poveri e degli indifesi, con lo spirito di amare il nostro prossimo, dar da mangiare agli affamati e curare i malati. La riforma del sistema sanitario deve occuparsi dei bisogni degli immigrati nel nostro Paese, dei malati cronici, dei disabili, degli emarginati per motivi economici e degli esseri umani che sono particolarmente vulnerabili agli inizi e alla fine della vita.
Resettiamo
Teniamo presente i seguenti obiettivi visto che stiamo facendo nuovi propositi politici nel dibattito sulla sanità.
La dignità umana deve essere difesa negli stadi più vulnerabili, dal concepimento alla morte naturale. I medici obiettori di coscienza devono essere protetti. La sanità dovrebbe essere considerata una risorsa scarsa e inserita nelle riforme orientate verso il mercato competitivo piuttosto che su un ulteriore aumento della responsabilità di terzi per le cure sanitarie. Il principio di sussidiarietà porta ad estendere la responsabilità per le cure mediche al paziente, alla famiglia, al rapporto medico-paziente e a livello locale, nella società piuttosto che a distanti uffici burocratici. Infine, il principio di solidarietà ci richiede di confermare che le nostre iniziative politiche hanno favorito i più poveri e i più indifesi.
Abbiamo tutti lo stesso dovere negli Stati Uniti, quello di prenderci cura di tutti coloro che si trovano all’interno dei nostri confini e migliorare l’accessibilità e la qualità dell’assistenza sanitaria. Quindi l’Obamacare non rispetta i criteri richiesti dai principi morali fondamentali; milioni di persone non sono assicurate, e molti milioni di persone sono assicurate in modo precario. Il Patient Protection e l’Affordable Care Act, e l’Health Care and Education Reconciliation Act del 2010 non proteggono sufficientemente la dignità dei pazienti, né supportano la sostenibilità a lungo termine. La dottrina sociale della Chiesa ci guida verso una conclusione universale – per tutti gli uomini di buona volontà – cioè che non abbiamo fatto il nostro dovere per la riforma del sistema sanitario.
Questo è uno stralcio tratto dal lungo articolo che il Dott. Condit ha scritto per l’edizione del mese di novembre 2010 del Linacre Quarterly, pubblicato dalla Catholic Medical Association.
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