Recentemente ho rilasciato una breve intervista alla Radio Vaticana nella quale ho discusso dell’attuale disputa tra l’amministrazione Obama e la Conferenza Episcopale degli Stati Uniti. Ho avuto solo il tempo di dire che l’amministrazione Obama sta facendo un errore politico, quindi mi piacerebbe dire un po' di più sulle gravi conseguenze che probabilmente deriveranno da tutta questa situazione e soprattutto su come ci siamo ritrovati in questa situazione di confusione tra Chiesa e Stato.
Come ha già spiegato il Dr. Donald Condit, l’amministrazione Obama sembra fare un calcolo politico in base al quale questa controversia sarà risolta prima delle elezioni presidenziali di novembre, poiché un tale accecamento della coscienza che permette di mettere a disposizione i mezzi necessari e di praticare gratuitamente l’aborto, la sterilizzazione e la contraccezione entrerà in vigore solo l’anno prossimo. Ma l’errore di calcolo era prevedibile ed è ormai evidente, non solo agli occhi dei cattolici, ma anche per gli ortodossi, gli evangelici, gli ebrei ed altri leader religiosi che stanno facendo sentire le loro voci. A meno che l’amministrazione abbandoni la sua posizione o che la legislazione Obamacare non risulti incostituzionale, gli ospedali cattolici e le altre istituzioni dovranno fare una scelta difficile tra non fornire copertura assicurativa ai propri dipendenti e quindi essere multati dal governo, o pagare per la fornitura di servizi che credono siano moralmente inaccettabili.
Un mio amico giornalista di Roma, parlando con me per strada ha presentato una lettura alternativa della storia: ha considerato l’hipotesi che Obama ne facesse una questione di principio sostenendo che servizi quali l’aborto, la sterilizzazione e la contraccezione fossero un aspetto fondamentale della salute delle donne che non possa e non debba essere negato a nessuno, indipendentemente dalle proprie convinzioni religiose o individuali? Forse la Casa Bianca ritiene, come la maggior parte dei progressisti, che questi oppositori noiosi e preoccupati, alla fine saranno inevitabilmente messi da parte e che un giorno ci stupiremo per tutto questo trambusto. Se fosse così, l’amministrazione sta già agendo più che pensando alle prossime elezioni, sta cercando di ridefinire il significato della parola “salute” essa significherà misure che tolgono la vita con violenza alle persone più innocenti e vulnerabili, indipendentemente da chi paga per i servizi. Si tratta di qualcosa che è più importante di una libertà religiosa o di un problema di coscienza e di una questione di semplice giustizia.
Più in generale, tutta la confusione dell’Obamacare è il risultato del fatto che il datore di lavoro deve provvedere all’assicurazione sanitaria del lavoratore. Staremmo tutti meglio se la nostra assicurazione sanitaria fosse separata dal nostro posto di lavoro, e saremmo liberi di acquistare l’assicurazione secondo le nostre esigenze e desideri. Questo è il risultato dell’intervento dello Stato nell’economia, vale a dire il controllo dei redditi e costi, che ha portato i datori di lavoro ad offrire l’assicurazione sanitaria come un beneficio non-salariale in modo da attirare i dipendenti che volevano nelle proprie aziende. Ora c’è l’ordine del governo che stabilisce che tutti i datori di lavoro devono fornire una copertura completa a tutti i loro dipendenti. Quella che era una decisione individuale prudenziale è diventata un “diritto” imposto dal governo che prevale sui rapporti datore di lavoro-dipendente, medico-paziente, e forse anche su quello tra prete e penitente. Che progresso.
Vi è una certa tragica ironia in tutto questo. Non dobbiamo dimenticare che molti leader religiosi hanno a lungo sostenuto il rafforzamento del ruolo dello Stato nell’assistenza sanitaria e nell’economia in generale, forse pensando che le clausole di coscienza avrebbero protetto le loro istituzioni contro ogni indebita interferenza. Si sbagliavano, perché ciò che lo Stato dà, lo Stato toglie. Se si chiede allo Stato di “partecipare” sempre di più delle proprie attività, finisce che inizierà a dirvi come fare le cose. Incoraggiare gli sforzi del Partito Democratico da Harry Truman in poi a rendere il sistema sanitario degli Stati Uniti più dipendente dallo Stato rischia di avere conseguenze disastrose non solo per i cattolici ma anche per gli altri servizi sociali offerti da enti religiosi. L’ignoranza economica tra i leader religiosi ha un costo molto elevato nonostante le loro opere buone.
Nota: l’articolo originale Obamacare vs the Catholic Bishops è apparso sul nostro sito l’8 febbraio 2012.
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