Lettera del Direttore


Giugno 2011

Cari amici dell’Istituto Acton,

sono appena ritornato dal nostro seminario annuale, Acton University, a Grand Rapids, Michigan, e da un primo resoconto, è stato il nostro evento di maggiore successo di sempre, con circa 600 partecipanti provenienti da quasi 60 Paesi per informarsi sul poliedrico rapporto tra fede e economia. Sto scrivendo questa lettera mentre sono in partenza per una conferenza in Portogallo su “Il Futuro del Mondo Libero”, quindi sarà più breve ma vorrei darVi alcune impressioni generali sulle sfide che dobbiamo affrontare noi che cerchiamo di costruire una difesa morale dell’economia di mercato.

Come negli anni passati, molti dei partecipanti provenivano da Paesi in via di sviluppo per i quali la fuga dalla povertà assoluta è un compito molto più urgente, un compito davvero salvavita, più di quanto non lo sia per chi vive nei Paesi industrializzati. Questo compito è molto più al centro del progetto PovertyCure in cui l’ Acton Institute è coinvolto e di cui si occupa, in quanto focalizzato sulla promozione dei mercati liberi a livello internazionale. Promulgare le argomentazioni basilari del libero mercato è qualcosa che bisogna ripetere anche a coloro che già se ne servono, in particolare perché i loro propri successi ci hanno fatto diventare intellettualmente compiaciuti.  E se non possiamo difendere il nostro modo di vita non abbiamo nessun diritto di cercare di convincere gli altri a preferire i mercati liberi alle economie pianificate.

Purtroppo, molti leader del mondo degli affari non sono molto abituati a sostenere tale difesa. Gli oppositori della libertà possono puntare sul declino della famiglia e del culto religioso, sulla disparità, la distruzione ambientale e addirittura sull’accrescimento del potere dello stato come conseguenze negative per l’economia di mercato per metterci in guardia. Infatti, questo era il comune denominatore dei miei discorsi all’Acton University sulla teologia della liberazione, il distributismo e la critica di Nietzsche al Cristianesimo e al capitalismo, e sono uscito dal seminario di quest'anno ancora più convinto del bisogno di rivisitare continuamente il caso esposto dai primi sostenitori del libero mercato di comprendere meglio le basi teoriche della promozione delle arti pratiche.  Naturalmente si sono tenuti tali discorsi all’Acton University, ma volevano essere solo l’inizio e certamente non erano abbastanza.

Uno sforzo di tipo fisico o mentale, per non parlare di quello spirituale, non è molto apprezzato in questo periodo in cui gli appelli al minore sacrificio possibile si uniscono alle proteste di piazza e chiedono la scomunica. (vedete l’articolo di Padre Robert Sirico sulla critica al cattolicesimo del rappresentante del Congresso John Boehner). I fautori dell'economia pianificata sembrano sapere che quando le persone diventano parte dello Stato, non accetteranno facilmente una qualsiasi riduzione degli standard materiali della loro vita, qualunque sia il beneficio che questo potrebbe apportare alle generazioni meno abbienti o a quelle future. Però mi sono convinto del fatto che il problema è in parte anche generazionale, e che coloro che sono cresciuti aspettandosi meno dal governo saranno più aperti alle riforme economiche. Se sopravvivremo alla crisi dei diritti ai benefici pubblici che si presenterà.

Oltre all’intervento di Padre Sirico citato precedentemente, siamo lieti di offrirVi due nuovi contributi dello stacanovista direttore della ricerca dell’Acton, Samuel Gregg; un articolo a proposito dei tanti paragoni che sono stati fatti tra l'attuale Papa e il suo predecessore recentemente beatificato, e l'altro sulla tendenza cristiana progressista di negare le realtà della punizione eterna.   

Per chi quest’anno non ha potuto frequentare Acton University, alcuni discorsi sono disponibili e potete scaricarli quì. Se invece eravate lì non c’è bisogno di dirvi di parlare ai vostri amici e colleghi dei vantaggi e dei benefici dell’evento, che sarà addirittura di proporzioni maggiori e, speriamo,ancora migliore il prossimo anno. Se non c’eravate non sapete cosa Vi siete persi.

Infine, si dovrebbe anche conoscere e, preferibilmente, partecipare ad uno dei Ronald Reagan Centennial Celebrations dedicate al 40° presidente degli Statiti Uniti, che è stato complice del Beato Giovanni Polo II nella difesa morale della libertà umana e dell’economia di mercato nel mondo. Per i prossimi mesi sono in programma delle celebrazioni che proseguiranno per un anno intero, per festeggiare il 100° compleanno dell’eroico presidente per accrescere la consapevolezza dell’operato di Reagan e per illustrare alle future generazioni la sua eredità di una libertà ispirata. Queste celebrazioni, volute soprattutto dai governi, dalle istituzioni e dalle persone che sposano la causa della libertà, avranno luogo, non solo in molte cittá americane, ma anche in Europa a Cracovia, Budapest, Praga, e a Londra.

Cordialmente,

Kishore Jayabalan

Direttore