Lasciamo che gli approfittatori approfittino


Se la necessità è madre dell’invenzione, non c’è nulla di peggio che soffocare lo spirito imprenditoriale delle persone che cercano di migliorare la loro condizione imponendo restrizioni arbitrarie con il pretesto di proteggere gli altri. I problemi di disoccupazione in America persistono perché gli approfittatori non possono approfittare.

Per molti, “approfittare” indica un affare sospetto o addirittura illegale. Ma tra la comunità afroamericana, è un termine utilizzato comunemente per descrivere lo spirito imprenditoriale che porta le persone ad assumere dei rischi, a soddisfare i propri bisogni e a fornire dei servizi leciti attraverso l’istituzione di un’impresa creativa nel mercato. Quest’ultimo punto di vista è quello sostenuto dall’indipendente Hotep, luminare dell’Hip-Hop che ha creato Hustler University nel tentativo di redimere gli approfittatori per fare spazio al miglioramento economico. Tra gli iscritti troviamo la NAACP (National Association for the Advancement of Colored People) l’Urban League, la Clemson University, la National Education Association, l’Illinois Public Schools, e il Morehouse College.

Hotep definisce un “approfittatore” come “una persona intraprendente determinata ad avere successo, a migliorare.” I partecipanti alla Hustler University si trovano di fronte all’idea che gli esseri umani sono fatti per essere innovativi e creativi e “per manifestare i loro sogni nella creazione,” dice Hotep. Tra i 10 Comandamenti dell’Hustler che Hotep vuole insegnare agli imprenditori di oggi c’è l’aforisma “il tuo network è il tuo patrimonio netto,” “il mattino ha l’oro in bocca,” e il successo arriva quando “l’opportunità si unisce alla preparazione.”

Hotep offre una guida utile, ma per fare in modo che gli approfittatori indipendenti abbiano successo e di conseguenza possano beneficiarne sia loro stessi che le loro comunità, hanno bisogno di un ambiente che gli fornisca le opportunità di lavorare liberamente. Esistono, invece, molti fattori come l’assenza di un mentore e le carenze di competenza che tengono lo spirito imprenditoriale latente come ad esempio la pigrizia, uno dei maggiori ostacoli, è la grande quantità di norme imposte dallo stato federale e dai governi locali.

L’Institute for Justice ha recentemente rilasciato una relazione che descrive come le regolamentazioni del governo impediscono agli imprenditori di decollare. Ad Houston, per esempio, “approfittare” del trasporto di generi alimentari è quasi impossibile. Per cominciare, un potenziale imprenditore di un’azienda cha trasporta generi alimentari deve ottenere una licenza dal City of Houston Department of Health and Human Services (n.d.t. ente per la tutela della salute). Gli approfittatori potenziali devono sottoporre, personalmente, due serie di progetti che devono soddisfare i 28 punti della lista di controllo. Durante l’ispezione del camion da parte del governo il venditore deve fornire una documentazione approfondita incluso un itinerario e una lista del percorso. Bisogna pagare $560  di tasse, tra cui, $200  per l’installazione di un dispositivo elettronico di localizzazione. Gli imprenditori devono anche svelare i loro menu, includendo ogni ingrediente utilizzato e anche la loro provenienza e come viene preparato ogni piatto. E c’è di peggio, deve essere riempito anche un modulo per ogni ingrediente. Questo è solo un tipo di regolamentazione per una sola città. Allo stesso modo, complicazioni burocratiche scoraggianti esistono in ogni giurisdizione americana, impedendo agli imprenditori di avviare e di mantenere una piccola impresa.

È evidente che questo regime di regolamentazione colpisce soprattutto le piccole imprese, la fonte primaria di nuovi posti di lavoro. Mark Crain, il Professore che tiene la cattedra “William E. Simon” alla facoltà di Economia Politica al Lafayette College, ha condotto uno studio diversi anni fa che descrive il carico di proporzioni enormi imposto dalle regolamentazioni federali alle piccole imprese. Crain ha notato che le imprese con meno di 20 impiegati spendono il 45% in più per ogni impiegato, secondo le regolamentazioni federali, rispetto alle grandi aziende. Le piccole imprese spendono il 67% in più di tasse per ogni impiegato rispetto alle grandi imprese e 4 volte in più per ogni impiegato rispetto alle imprese più grandi ($3.200 confronta a $700) in base alle regolamentazioni ambientali.

Il tasso di disoccupazione dei neri sono attualmente (gennaio 2011) al 15,7%. Per i latino-americani va meglio con l’11,9%, ma entrambi sono indietro rispetto ai bianchi la cui percentuale è l’ 8%. L’ultima cosa di cui abbiamo bisogno sono le gravose regolamentazioni del governo che impediscono agli approfittatori di approfittare. Se a livello internazionale, questo tipo di regolamentazione federale impedisce o meno di creare posti di lavoro, questo tipo di regolamentazione scoraggia lo spirito imprenditoriale delle persone che stanno cercando di migliorare la loro condizione e di dare un contributo ai cittadini fornendo quei servizi di cui la gente ha bisogno. Basate sulla figura dell’imprenditore, queste regolamentazioni colpiscono, senza dubbio i neri e i latino-americani in maniera sproporzionata.

Se all’America interessa seriamente la risoluzione del problema dei tassi di disoccupazione abissali, i governi federali statali e locali farebbero meglio a svincolare gli approfittatori e a liberarli dalle regolamentazioni che gli impediscono di creare ricchezza. In altre parole, togliamo da mezzo il governo e lasciamo che gli approfittatori approfittino!

Nota: L’articolo originale “Let the Hustler’s Hustle” di Anthony Brady è comparso il 9 febbraio 2011 in inglese.