Mentre il dibattito sulla Sanità si discute nel Senato Statunitense, molti reportage e notizie, negli ultimi giorni, hanno focalizzato l’attenzione sul sostegno dei vescovi Cattolici all’emendamento del membro del Congresso, Bart Stupak, di proibire l’utilizzo delle tasse per finanziare l’aborto e sul fatto che il loro sostegno ha rappresentato una vittoria fondamentale per lo schieramento per la vita. I vescovi hanno fatto pressioni al Congresso americano tramite le parrocchie locali e con una lettera inviata lo scorso 6 novembre per assicurarsi del fatto che “la necessaria legislazione della riforma Sanitaria protegga veramente la vita, la dignità e le coscienze di tutti". Tutte le persone di buona volontà, tutti coloro che riconoscono il valore della vita e della dignità umane, dovrebbero accogliere con entusiasmo questo risultato.
Ma in questa Sanità mostruosa e malefica, così com’è concepita, ci sono altre ragioni per opporsi alla sua forma attuale. Dovremmo, prima di tutto preoccuparci della forte espansione dell’intervento del governo nelle vite private di milioni di americani, secondo la proposta suggerita dall’attuale amministrazione e dai suoi sostenitori al Congresso.
Questa “riforma” creerà un sistema che darà il potere ai burocrati - invece che a dei medici - di prendere decisioni personali in materia di Sanità. Tutto questo darà al governo federale una grossa opportunità per nazionalizzare il 15 percento dell’economia statunitense, permettendo ai burocrati e funzionari eletti di diventare amministratori e moderatori, proprio come è successo nel settore bancario e automobilistico. La cosa sorprendente è che aumentando di 1 miliardo di dollari il pacchetto Sanità e il debito per l’assistenza, potremmo registrare presto una spesa pubblica (come percentuale di PIL) per la Sanità più bassa in Canada che negli USA! Anche questa è una minaccia della dignità umana.
Che conseguenze avrà per gli Stati Uniti, questo pesante fardello della spesa pubblica e della regolamentazione, sulle innovazioni e sulla competitività in materia di Sanità e sulla competitività nel mercato sanitario, il quale finora ha portato a tanta innovazione nel settore? Quante aziende per lo sviluppo e la ricerca medica lascerebbero i nostri paesi perché minacciate da tasse più alte e da un aumento di regolamentazioni?
Tutte le rassicurazioni del Presidente Obama sul fatto che la riforma della Sanità non aggraverà “nemmeno di dieci centesimi il nostro deficit per i prossimi 10 anni” sembrano ogni giorno più bizzarre. Un nuovo studio mostra che i tagli proposti al Medicaid, su cui poggia la maggior parte dei finanziamenti per la riforma sanitaria, si sono rivelati così onerosi per gli ospedali e per le case di cura da non permettergli di accettare i pazienti. Lo studio dell’esperto di statistica per le statistiche di Medicare e Medicaid, si interroga anche su come i dottori e gli ospedali gestiranno i 30 milioni di persone che si sono aggiunte alla lista degli assicurati, molti dei quali inseriti nei programmi di Sanità pubblica.
Com’è stato molte volte già detto, se pensate che il sistema sanitario sia costoso, aspettate finché diventa “gratuito”. Inoltre mi preoccupa anche l’effetto “esclusione” che questa grande espansione del governo in materia di Sanità avrà sulle azioni caritatevoli volontarie. Da qualche parte lungo la strada abbiamo perso di vista il fatto che carità e sanità non erano un’ invenzione dei burocrati di Washington. In questo nostro paese, come hanno potuto essere costruiti più di 600 ospedali e cliniche – cattoliche e molti altri ospedali ebrei, presbiteriani, metodisti, avventisti e battisti? Certo non è stato con la sofferenza del governo. È la fede la fonte di tutto ciò, non certo le iniziative politiche. La fede, perché essa considera la totalità della persona umana – corpo e anima – non solo un profondo richiamo alla nostra fedeltà ma un coinvolgimento più profondo con il nostro benessere. Nelle nostre comunità di fede siamo conosciuti come persone e non come un numero in un caso di welfare o come gruppi di elettori.
Quale effetto avranno sulle future generazioni, questa forte espansione del governo nel settore privato, e il forte aumento del debito federale? L’effetto è sconosciuto. Ma se prendiamo come riferimento l’esperienza di altri paesi, sappiamo che cadrà uno schiacciante fardello sulle vite delle generazioni future.
Ricordando le parole di Edmund Burke che intese la comunità come una “associazione sociale”, un legame che attraversa molte generazioni, presenti e future. Essa, come scrisse Burke, “Diventa un’associazione non solo tra coloro che sono in vita, ma tra coloro che sono morti e tra coloro che devono ancora nascere”.
Il pacchetto della riforma sanitaria che viene discusso ora in Senato dovrebbe essere buttato via. È un piano diabolico che distruggerà il bilancio, fornendo minori opportunità a soluzioni di mercato in materia di sanità, e fermerà coloro che vogliono mettere in pratica la carità vera. Significa ripartire da zero.
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