Alcune importanti tendenze sono state rivelate dai dati dell’ultimo censimento. Ma nessun aspetto è abbastanza importante quanto quello della dinamica tra demografia, economia e morale. Fin’ora il rapporto tra il tasso di natalità e il debito americano non è stato preso in considerazione, in parte perché l’aumento di quasi il 10% della popolazione statunitense tra il 2000 e il 2010 ha nascosto il calo significativo del tasso di natalità che ha toccato il livello più basso mai raggiunto in quasi un secolo. La maggior parte del declino del tasso di natalità nell’ultimo decennio è iniziato nel 2008 e il tasso di fertilità in America è crollato al di sotto dei livelli del tasso di sostituzione fino a 2,01 figli per donna (il tasso di sostituzione è del 2,1).

MentreTasso di fertilità negli Stati Uniti: 2,1 nascite per donna - 2008
Fonte: World Bank, World Development Indicators gli effetti intergenerazionali di questo declino continueranno ad aumentare nel tempo, la scarsità del tasso di natalità a cui è stata sottoposta l’America negli ultimi trent’anni sta portando oggi a gravi conseguenze. L’ex senatore della Pennsylvania e candidato alla presidenza Rick Santorum ha attribuito la responsabilità dell’attuale crisi del debito pubblico in America alla “cultura dell’aborto”. Anche se i commenti di Santorum saranno certamente criticati fortemente, la sua affermazione bellicosa sull’argomento sembra veritiera. Soffermandosi soprattutto sul problema della solvibilità della previdenza sociale, Santorum ha detto che “il progetto riuscirebbe sicuramente meglio se ci fosse una tendenza demografica stabile.”
C’è un mucchio di cause che hanno contribuito al declino del tasso di natalità in America in questi ultimi 40 anni. Santorum accusa giustamente il cambiamento legale e culturale che ha avuto inizio con la legalizzazione a livello nazionale dell’aborto nel 1973. E negli ultimi dieci anni abbiamo assistito al proseguimento del radicale programma ambientale caratterizzato da elementi da sempre considerati distruttivi e dannosi per il mondo naturale. Le implicazioni culturali più diffuse di questo tipo di misantropia non dovrebbero essere sottovalutate, soprattutto se esse filtrano ed entrano a far parte del modo di pensare comune.
Ma anche l’ecologia finanziaria ha il suo ruolo importante. L’inversione del tasso di natalità degli ultimi anni riflette il pessimismo e la percezione delle costrizioni che comporta far crescere dei figli nel bel mezzo di una recessione economica. Economie sane e dinamiche sostengono famiglie sane e dinamiche. Però è vero anche il contrario. La vitalità di ogni istituzione sociale è legata al benessere delle altre e gli effetti micro-economici propri delle famiglie, hanno necessariamente implicazioni macro-economiche.
Da nessuna parte questa realtà è palese come in Europa e i recenti provvedimenti di austerità e i disordini civili nel continente dovrebbero essere un monito per quello che potrebbe succedere in America se la nostra tendenza demografica attuale dovesse continuare. Tuttavia, come ha scritto Samuel Gregg in modo così eloquente, il destino non sta nella demografia. “La demografia è solo una delle diverse variabili. Inoltre gli individui e le nazioni possono scegliere, e le scelte cambiano il nostro futuro. A volte circostanze quali l’attuale problema economico globale possono creare le opportunità e gli stimoli per venire fuori da schemi apparentemente inalterabili”.
Questo indica la strada che deve seguire l’America verso l’inversione dell’attuale indice demografico e rompere il fatale legame tra l’idea del welfare e le popolazioni in declino. Certamente l’America si trova in una situazione meno scomoda rispetto a molte nazioni industrializzate nell’Europa Occidentale. Questo succede in parte perché, più di qualunque altro paese europeo, gli Stati Uniti fanno affidamento su una vasta popolazione di immigrati per far fronte al calo delle nascite.
Ma comunque la crisi economica del debito guidata fortemente dall’insolvenza incombente di numerosi programmi di riforma, è un sintomo delle avversità di una nazione e non dovrebbe essere ignorata. L’America ha bisogno del rinnovo di un’ecologia morale che metta al primo posto i valori della dignità e del rispetto per la vita umana. Abbiamo bisogno di una cultura morale che premia chi ha dei figli, che celebra i legami di parentela come legittimi e come ammirevole vocazione.
Senza questo tipo di rinnovamento, che deve essere vero “rinascita”, o un ritorno alla vita della nazione, ci aspetta qualcosa di peggiore dell’instabilità cronica dei bilanci. Gesù ha insegnato ai cristiani a pregare: “Rimetti a noi i nostri debiti”. Se non riedifichiamo e rinnoviamo la nostra cultura in base alle linee guida indicate, rinnovamento che deve essere guidato dall’agire dei cristiani in quanto agenti della grazia che tutto trasforma, i debiti per cui dovremo chiedere perdono saranno molto più gravosi di quelli che affronta oggi il governo federale.
Nota: l’articolo originale, Debt and the Birth Dearth è comparso il 30 marzo 2011 sul sito.
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