Barack von Bismarck


Le elezioni al Congresso del mese di novembre non sono tanto un referendum sull’amministrazione Obama ma più che altro verificheranno se l’applicazione del Presidente Barack Obama di una visione bismarchiana del governo è destinata a continuare. 

Otto von Bismarck, il primo ministro prussiano/cancelliere tedesco dal 1862 al 1890, è il padre del cosiddetto “welfare state”. Egli ha anticipato l’idea che il governo dovrebbe funzionare come un’istituzione di servizi sociali prendendo quello che guadagnano i ricchi e le aziende per fornire servizi ai meno avvantaggiati. La campagna di Bismarck della Kulturkampf intendeva sia tenere a bada i socialisti radicali che minare il ruolo della Chiesa nel far fronte ai bisogni dei cittadini locali mettendo il governo nelle condizioni di essere la fonte principale dei servizi sociali. Egli ha dato origine all’idea di un governo benefico sempre in espansione, che fu successivamente introdotta negli Stati Uniti nel New Deal di Franklin Roosevelt e successivamente ampliata dalla War on Poverty di Lyndon Johnson, attualmente guida le politiche dell’amministrazione Obama. Barack Obama non è un socialista del secolo XIX, ma il suo programma è senza dubbio bismarchiano.

Nel 1891, William Dawson, in Bismarck and State Socialism, ha spiegato che Bismarck credeva che fosse un dovere dello stato la promozione del benessere per tutti i suoi membri. Il 22 novembre del 1888, come risposta alla crisi economica della Germania ha proclamato, “considero come dovere dello stato il tentativo di migliorare i mali economici esistenti.” Sulla scia di Bismarck, commentando la crisi economica americana, il Presidente Obama ha dichiarato nel mese di gennaio 2009 che, “è vero che non possiamo dipendere solo dal governo per creare posti di lavoro oppure crescita a lungo termine, ma in questo particolare momento solo il governo può fornire lo stimolo a breve termine necessario per sollevarci da una recessione così profonda e forte. Solo il governo può rompere la morsa che paralizza la nostra economia—il fatto che nessuno spende porta alla perdita di posti di lavoro che a sua volta porta, addirittura a spendere ancora meno; l’incapacità di chiedere prestiti e di prestare denaro arresta la crescita e porta addirittura alla riduzione dei crediti.” Nel mondo bismarchiano, “solo” il governo può impostare in modo giusto l’economia nazionale.

Per quanto riguarda l’assicurazione sanitaria universale, il 15 marzo del 1884 Bismarck chiedeva, “è dovere dello stato oppure no, provvedere per i suoi cittadini vulnerabili?” Egli rispondeva, “io affermo che è suo dovere.” È dovere dello stato “cercare le soluzioni assicurative più economiche e non mirare ad un profitto per se stesso, deve tenere in considerazione prima di tutto i vantaggi per i poveri e i bisognosi.” In modo simile, nella legge di riforma federale della sanità, il Congresso proibisce alle compagnie assicurative di aumentare i loro premi finché gli assicuratori non li sottopongono ai funzionari dell’Obamacare (n.d.t. riforma sanitaria dell’Amministrazione Obama) “una giustificazione per un aumento irragionevole del premio prima di procedere a tale aumento.” In effetti, il governo determina i premi sanitari assicurativi.

Per la disoccupazione, Bismarck credeva che il governo fosse essenzialmente responsabile di trovare posti di lavoro a chi è disoccupato non per una propria mancanza, per mancanza di opportunità lavorative e quindi che non può sostenersi da solo. Il 15 marzo del 1884 Bismarck spiegava: “Se un’azienda dove lavorano ventimila o più operai sta per fallire…non possiamo permettere a questi uomini di morire di fame”— anche se ciò comporta la creazione di posti di lavoro da parte del governo per la crescita delle infrastrutture nazionali. “In questi casi costruiamo ferrovie,” dice Bismarck,“faremo delle migliorie che altrimenti sarebbero lasciate all’iniziativa privata.” Allo stesso modo, a luglio il Presidente Obama ha dichiarato: “Credo sia di fondamentale importanza estendere i sussidi per la disoccupazione per molti più mesi, in modo tale che gli americani licenziati, non per una colpa personale, abbiano il supporto di cui hanno bisogno per provvedere alle necessità delle loro famiglie e possano mantenere la loro assicurazione sanitaria finché non sono nuovamente assunti.” Poi a settembre il presidente Obama ha annunciato sei anni di interventi infrastrutturali per 50 miliardi di dollari per “ricostruire 150.000 miglia di strade, il mantenimento di 4.000 miglia delle nostre autostrade,” e “risistemare 150 miglia di piste aeroportuali.” Per sostenere l’occupazione americana, Obama sta mettendo in atto la visione bismarchiana del governo come creatore di posti di lavoro.

Dal 1890, per diverse ragioni, la Germania è stata costretta ad abbandonare molte delle riforme specificamente bismarchiane. Tuttavia, il metodo di Bismarck che vede il governo come l’essenziale fornitore di servizi sociali, sostenuti dalla ricchezza guadagnata dagli altri è il modus operandi dell’amministrazione Obama. Il risultato della disputa per i posti al Congresso determinerà se la nazione continuerà a percorrere la strada scelta da Barack Obama, ma essa si distacca dal visionario dello stato onnicompetente, Otto von Bismarck.